Armare s.r.l.
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Cosa fanno gli skipper ogni giorno?

Al contrario di quello che si può immaginare gli skipper passano relativamente poco tempo al timone.
Timonare con efficacia è una attività estremamente usurante e difficile, dopo qualche ora diventa difficile mantenere alto il livello di concentrazione e il pilota automatico risulta più efficiente. Inoltre gli Imoca 60 sono barche molto veloci e il pozzetto è spesso invaso dall’acqua.

lo skipper timona in situazioni particolari dove è importante spremere il massimo: pochissimo vento, angoli particolarmente stretti con lo spinnaker, quando si è vicini agli avversari e diventa prioritario imporre la propria supremazia, ecc…
la vela oceanica, in particolare in solitario, è una partita a scacchi dove gli skipper sono contemporaneamente giocatore e pezzo, mentre l’oceano diventa una immensa scacchiera. Le decisioni prese oggi si concretizzeranno dopo giorni in uno svantaggio o vantaggio. in questo contesto essere lucidi per prendere le giuste decisioni, essere in buona forma per attuarle con costanza per 100 giorni è più importante del singolo exploit.

Per mantenere la costanza e la lucidità, durante tutta la competizione, la giornata deve essere estremamente cadenzata e ritualizzata. Innanzitutto a bordo non si cambia l’ora con il fuso orario di riferimento, generalmente si utilizza per tutta la regata l’orario UTC (come avrete sentito nei film “Ora Zulu”) l’orario di Greenwich. Durante la navigazione in senso Est-Ovest o Ovest-Est i fusi orari cambiano con estrema velocità, in pratica si perde la relazione tra alba e ora che siamo abituati ad avere a terra.
Molto tempo poi viene speso davanti ai computer e agli strumenti per analizzare le informazioni meteo, prevedere la strategia dei concorrenti e sopratutto elaborare la propria.
Un momento estremamente atteso è la ricezione delle posizioni degli avversari: per il Vendée Globe gli skipper si sono accordati per riceverle 5 volte al giorno, un buon compromesso tra l’avere informazioni puntuali e lo stress che procura l’attesa. Immaginate di giocare una partita di calcio e di conoscere l’aggiornamento del risultato solo ogni 20 minuti.
Se ho guadagnato sugli avversari è festa, se ho perso non mi devo fare scoraggiare.
Abbiamo detto prima che le “mosse”, che formano la nostra strategia, si concretizzano in giorni, è facile continuare a credere nella nostre scelte quando si è in vantaggio, molto più difficile è farlo quando stiamo accumulando svantaggio.

I più bravi riescono a mantenere questo stato mentale fino al punto giusto, non scadono nella superbia e hanno l’umiltà di correggere eventuali errori. Ovviamente non stanno giocando a Virtual Regatta, non basta spingere qualche tasto nel caldo del soggiorno per attuare una strategia: ci sono quintali di vele da muovere, issare e regolare costantemente. Un Imoca 60 al portante ha 600 (seicento!) metri quadri di vele. Tutto questo da soli, spesso in condizioni proibitive, 24 ore al giorno per mesi.

Nel prossimo post vedremo come dormono, mangiano e quali sono gli altri “riti” della giornata.

Ciao a tutti, aspettiamo i vostri commenti.
Sergio Frattaruolo