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Sergio Frattaruolo: Su François Gabart

La prima volta che ho incontrato François Gabart è stato a La Rochelle nel 2011, qualche giorno prima della partenza della Transat 6.50.
Nel pomeriggio di una giornata di tempesta il vecchio porto va in subbuglio: François è al largo, deve assolutamente entrare in porto, durante la notte arriverà burrasca. Purtroppo è in ritardo sull’orario di chiusura delle dighe (a La Rochelle ci sono oltre 5 metri di dislivello tra alta e bassa marea e le dighe rimangono aperte qualche ora durante l’alta per consentire il transito delle barche).
In via del tutto eccezionale l’autorità portuale decide di mantenere le dighe aperte fuori orario e invia due gommoni a rimorchiare l’imbarcazione di Gabart.
Al tramonto, trainata dai gommoni a una velocità incredibile, atterra Macif. Un’astronave bianca, verde e blu. Le dighe vengono chiuse, la barca ormeggia e scende l’equipaggio, l’ultimo è François.

Sono rimasto colpito dalla sua umiltà e puntigliosità, nonostante avesse una crew di 10 persone ha ricontrollato personalmente ogni singolo dettaglio: l’altezza dei parabordi, gli ormeggi, lo stato delle vele.

Ma come ha fatto questo ragazzo che ha la grinta di un leone e la faccia da commesso di orologeria a conoscere Macif, lo sponsor che lo ha supportato in questa vittoria?
Macif è un grande gruppo assicurativo francese impegnato da anni nel supporto di giovani skipper di talento (una specie di X factor a vela).
Chiunque può accedere alla selezione Macif, è sufficiente compilare un modulo.
In seguito si viene sottoposti a una lunga trafila di esami: prove psicofisiche, esami in aula, test in mare e interviste simulate. Davanti a una commissione di “saggi”, formata anche dai direttori dei principali centri di addestramento, lo skipper deve dimostrare le sue capacità di regatante, project manager e infine di personaggio pubblico.

Il premio è un budget sostanzialmente illimitato e uno stipendio decoroso che permettono di correre due anni in Figaro.
La squadra Macif è formata da due skipper, ogni anno uno viene sostituito con il vincitore della selezione. Nel caso di François è stata fatta una eccezione, immagino in virtù del suo enorme talento, è stato trattenuto ad oltranza per occuparsi del progetto IMOCA, con cui ha sbriciolato tutti i record e vinto il Vendèe Globe.

Sono orgoglioso di essere stato allievo di Paul Meilhat, skipper di grandi capacità e vincitore della selezione nel 2011.

Il mecenatismo sportivo di Macif oltre a contribuire in maniera essenziale al sostentamento dei giovani talenti è anche un esempio di lungimiranza imprenditoriale: con budget onesti si assicurano grandi skipper, che riportano in numero impressionante di vittorie. In termini di immagine non posso immaginare niente di più efficace.

Quando anche in Italia una azienda sarà sufficientemente lungimirante da investire in un progetto cosi remunerativo?

Sergio Frattaruolo